lunedì, Aprile 22 2024

L’espressione ancora oggi comune “essere al verde” potrebbe provenire da Firenze.

Durante le aste pubbliche del Magistrato del Sale venivano adoperate delle lunghe candele di sego come “segnatempo”. Queste, nell’estremità inferiore erano tinte di verde, perciò quando la candela finiva, arrivava “al verde” e l’asta si chiudeva, lasciando la maggior parte delle persone senza più soldi per acquistare. Lo racconta Lorenzo Lippi, poeta, pittore e scrittore del XVII secolo nella sua opEra Il Malmantile racquistato.

Il Magistrato del Sale era un’istituzione che controllava l’amministrazione della gabella del sale. In quest’epoca infatti la vendita del sale era monopolio del comune e costituiva una discreta fonte di reddito.

Un’altra possibile spiegazione al modo di dire “essere al verde” proverrebbe dal colore della fodera interna degli antichi portafogli, visibile quando si rimaneva senza banconote.

Una teoria molto curiosa è quella che fa ricondurre l’espressione a un’usanza medievale, per cui veniva accesa una lanterna verde quando era pronto il cibo per i “vergognosi”, dei poveri che non erano nati in condizioni di ristrettezze economiche, ma lo erano diventati in seguito, e perciò non volevano chiedere elemosina pubblicamente come gli altri, ma preferivano non essere visti, entrando nell’ente caritatevole di soppiatto, e mangiando poi nella penombra della lanterna verde.

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