mercoledì, Luglio 17 2024

La Val d’Orcia, luogo tra cielo e terra, laddove anche un ateo convinto dubita dell’esistenza di Dio, confrontandosi col paesaggio espressione di un Creato eterno che rivive nei secoli grazie all’operato paziente e incessante del sudore dell’uomo, vera rugiada di Umanesimo che ha rimesso la persona al centro di tutto.

E se il paesaggio iconico toscano per eccellenza fa da scenario, è la pietra la protagonista che si fa architettura ergendosi sulla terra ocra tipica del territorio senese.

L’antica Corsignano, difatti, viene considerata la “città ideale”, già piccolo borgo in passato ha dato i natali a un papa della Chiesa Cattolica: Pio II, al secolo Enea Silvio Bartolomeo Piccolomini (nell’immagine).

Era il 1459 quando, durante un viaggio tra Roma e Mantova, Pio II si trovò a passare dal borgo natio trovandolo nel degrado e nella miseria, fu allora che, condizionato dai tempim, emerse dentro di lui quel sentimento di rinascita, cosicché, dato mandato a Benedetto Rossellino, architetto della scuola di Leon Battista Alberti, fece ristrutturare quella città del senese ribattezzandola in proprio onore Pienza.

Fu qui che, per la prima volta, presero vita le meditazioni dell’assetto architettonico per gli insediamenti che permeavano quei tempi e che ancora non avevano invaso il campo dello scenario storico in modo decisivo.

Solo la morte di Pio II e del Rossellini non permisero di portare a compimento l’intero progetto, ma benché sia accaduto questo hanno comunque regalato ai posteri uno spettacolare equilibrio tra natura e architettura che dal 1996 è divenuto Patrimonio dell’UNESCO assieme ad altri centri della zona oltre che al paesaggio.

Il cuore pulsante è la piazza del Duomo sulla quale svettano assieme alla chiesa il palazzo Piccolomini col suo giardino e il Palazzo Pretorio, luogo geometrico dove si crea una illusione ottica per far si che sembri un centro più grande tramite la sua pianta trapezzoidale.

Con archi, un grande timpano, colonne si richiama l’architettura della Roma antica in una nuova visione adeguata a esprimere la sovranità della Chiesa Cattolica, dopo lo scontro tra papi e antipapi inscenato per quarantanni ricomposto finalmente, dopo lo scisma d’Occidente, nel 1418.

Nei tempi delle divisive Archistar un augurio comune è di tornare a meditare sulla vera essenza dell’armonia architettonica e paesaggistica degli insediamenti, vera espressione di cultura dei tempi, eco di eterno di un Creato divino che si ripercuote nella Storia grazie al lavoro dell’uomo. Il consiglio è di vivere, scoprire oppure riscoprire anche attraverso una breve gita fuori porta e farsi prendere il respiro e i sensi da questi luoghi che veramente conciliano l’uomo “tra cielo e terra”.

Location del film “Il Gladiatore”.
Giardino Piccolomini.
Vasca centrale di Bagno Vignoni.
Paesaggio dietro al Duomo di Pienza.
Pienza.
Corte interna del Palazzo Piccolomini.
Strada per la Chiesa della Madonna di Vitaleta
Corte interna del Palazzo Piccolomini.
Pienza, Piazza Duomo.
Bagno Vignoni.
Pienza, Palazzo Pretorio.
Corte interna del Palazzo Piccolomini.
Loggiato del giardino di Palazzo Piccolomini.
Pienza, particolare di Piazza del Duomo.
Pienza, particolare.
Campagna vicina alla Chiesa della Madonna di Vitaleta.

D’interesse per un itinerario in auto consigliando la bicicletta o l’ebike oltre a un paio di scarpe da trekking:

  • Pienza
  • Monticchiello
  • San Quirico d’Orcia
  • Cappella della Madonna di Vitaleta
  • Cipressi di San Quirico d’Orcia
  • Bagno Vignoni
  • Bagni San Filippo
  • Abbazzia di Sant’Antimo
  • Montalcino
  • Montepulciano
  • Biancane del deserto di Accona e Crete senesi
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L'Autore

Paolo Torracchi

Oggi autista professionista in Autolinee Toscane, ieri in Cap Autoline anche come socio.

Segretario mobilità Fit-Cisl Prato

Autore, con Andrea Cambi, del libro "Legati da una Cintura" sulla storia della Sacra Cintola della Madonna con la Prefazione del Vescovo Emerito di Prato Gastone Simoni.

Il mio passato mi ha visto come grafico, fotografo e video maker, laureandomi nel 2010 con una tesi sul cinema stereoscopico (3D) dal titolo: “Dalla stereovisione al cinema 3D – vecchie e nuove forme di image entertainment”, relatore Arch. Giorgio Verdiani, correlatrici prof.ssa Cristina Andolcetti e prof.ssa Maddalena Ammannati, presso l’Università degli Studi di Firenze.
Nel 2009 ho frequentato il corso di montaggio cinematografico, docente Sirio Zabberoni, presso la Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato.
Nel 2006 mi sono diplomato col massimo dei voti come “Tecnico grafico pubblicitario” presso l’Istituto Francesco Datini di Prato.

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