lunedì, Aprile 22 2024

L’origine del nome di questo borgo sembra derivare da una leggenda. Durante il IV secolo fonti storiche attendibili attestano che l’allora Vescovo di Milano Sant’Ambrogio in un’occasione venne a Firenze per incontrare San Zanobi.

L’incontro si svolse in queste campagne, ospiti nella villa di un nobile locale, dove rimasero alcuni giorni. Quando ripartì Sant’Ambrogio, rimasto scandalizzato dalla cattiva accoglienza del proprietario, che si vantava poco educatamente delle proprie ricchezze, lanciò una maledizione contenente le parole Mala Mantilia, ossia “Cattiva Tovaglia” ad indicare la cattiva accoglienza ricevuta. La maledizione avrebbe voluto che il paese fosse sprofondato in un crepaccio, senza lasciare traccia. L’incontro è testimoniato da un tabernacolo tuttora esistente nei pressi del centro abitato.

(Nella foto San Zanobi, facciata di Santa Maria del Fiore, Firenze)

La maledizione non ebbe il suo effetto, lo possiamo constatare ancora oggi, osservando le grandi mura di Malmantile, che impressionano per le sue dimensioni, rispetto a quelle del borgo e alla quantità di abitanti che esso ospitava. Infatti Malmantile aveva un’importanza di tipo strategico per Firenze: fungeva da avamposto militare o castello lungo la Via Pisana, presidiando e proteggendo la via di comunicazione dai possibili attacchi della Repubblica Marinara.

La costruzione della cinta che osserviamo oggi è del 1424 e fu supervisionata niente meno che dal celebre Filippo Brunelleschi.  La fortificazione assume la forma di rettangolo e sui lati minori si aprono due porte: una verso Firenze e l’altra verso Pisa (Porta Fiorentina e Porta Pisana).

Soltanto in seguito vi si sviluppò un insediamento civile al suo interno, quando con il consolidarsi del potere mediceo, la funzione militare cessò di esistere.

Un nome, quello del borgo, stravagante e curioso, che però non sembra rendere merito ai suoi abitanti, che in quanto ad ospitalità ci sanno fare: la Festa Medievale che vi si svolge in questo periodo di Giugno ne è la testimonianza, ed anche i suoi fini sono nobli, in quanto il ricavato sarà adoperato per l’attività di volontariato della Misericordia.

Previous

Galgano e la sua spada

Next

Le orecchie d'asino del Barbarossa

L'Autore

Paolo Torracchi

Oggi autista professionista in Autolinee Toscane, ieri in Cap Autoline anche come socio.

Segretario mobilità Fit-Cisl Prato

Autore, con Andrea Cambi, del libro "Legati da una Cintura" sulla storia della Sacra Cintola della Madonna con la Prefazione del Vescovo Emerito di Prato Gastone Simoni.

Il mio passato mi ha visto come grafico, fotografo e video maker, laureandomi nel 2010 con una tesi sul cinema stereoscopico (3D) dal titolo: “Dalla stereovisione al cinema 3D – vecchie e nuove forme di image entertainment”, relatore Arch. Giorgio Verdiani, correlatrici prof.ssa Cristina Andolcetti e prof.ssa Maddalena Ammannati, presso l’Università degli Studi di Firenze.
Nel 2009 ho frequentato il corso di montaggio cinematografico, docente Sirio Zabberoni, presso la Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato.
Nel 2006 mi sono diplomato col massimo dei voti come “Tecnico grafico pubblicitario” presso l’Istituto Francesco Datini di Prato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controlla anche